Guida alle displasie

Innovet Veterinary Innovation sostiene FSA

Controllo della displasia dell’anca nel gatto

La displasia dell'anca nel gatto è stata segnalata per la prima volta in letteratura veterinaria circa cinquanta anni fa, nel 1964 ad opera di Riser. Pur non avendo ancora stabilito con certezza l'eziopatogenesi in questa specie, se ne assume una polifattoriale, tuttavia l'ipotesi ereditaria poligenica assume significato sempre più importante.

Recentemente, l'interesse mostrato verso questa patologia e principalmente verso la diagnosi prima e la gestione poi del dolore cronico ad essa conseguente è cresciuto notevolmente. Non bisogna infatti scordare come il dolore cronico conseguente all'artrosi rappresenta una delle cause più frequenti di cambiamenti delle abitudini domestiche del nostro compagno gatto che, a differenza del cane, molto raramente mostrerà zoppia o un atteggiamento viziato durante la deambulazione.

Il gatto infatti sarà molto più discreto nel manifestare il suo dolore e cambierà a poco a poco le sue abitudini e le sue relazioni con gli appartenenti della famiglia mostrandosi meno socievole, meno interessato alla toelettatura giornaliera, sarà più riluttante a saltare ed a fare stretching e magari tenderà a non utilizzare la sua lettiera, camminerà con un'andatura rigida fino ad arrivare solo in casi gravi a mostrare delle vere e proprie zoppie

Ad oggi la displasia dell'anca nella specie felina è maggiormente segnalata in soggetti appartenenti alle razze Maine Coon, persiani, siamesi ed himalayani. La frequenza di distribuzione dell'affezione in parola sul territorio americano è del 6.6%, secondo quanto pubblicato da Keller nel 1999, dopo la valutazione di un campione di 684 gatti appartenenti a 12 razze feline, tra le quali tuttavia non era incluso il Maine Coon. Da dati derivanti dall'archivio dell'OFA (Orthopedic Foundation for Animals), raccolti dal 1974 al 1995, la frequenza di distribuzione nella razza Maine Coon sembra essere del 21% sul territorio americano. Tuttavia la reale distribuzione della displasia dell'anca nel gatto sul territorio italiano e ancor più la distribuzione nelle singole razze rimane ad oggi del tutto sconosciuta; per tale motivazione riteniamo che i controlli sul nostro territorio possano e debbano essere estesi a tutte le razze feline.

Ad oggi il controllo ufficiale della displasia dell'anca del gatto non è ancora un servizio disponibile, ma sarà premura della FSA renderlo tale il prima possibile. E' già stata previsto uno schema di valutazione che si avvarrà di un sistema a punteggio, modificando lievemente quello proposto da Koeppel. Useremo una valutazione a 5 punti, come per la specie canina, ma non la suddivisione in lettere, da A ad E. Per rendere più agevole la comprensione della valutazione considereremo 5 classi così denominate: normale, quasi normale, displasia leggera, displasia media, displasia grave.